L’erede

Per il centrosinistra italiano quest’oggi deve essere un giorno di letizia. Da anni chiediamo al centrodestra di superare il berlusconismo, di rendersi più popolare e presentabile, di rompere con il Partito azienda e con l’Azienda partito. Insomma: l’Erede. Oggi è successo il miracolo; ma non c’entrano le colombe, né i falchi, la novità non arriva né dalle quaglie e neppure dalle pitonesse. Oggi, 10 Ottobre 2013, nasce un nuovo grande partito conservatore: si chiama Movimento Cinque Stelle.

Dopo mesi di valzer fra il sovrapolitico (prorogatio, tatticismi sull’elezioni delle cariche istituzionali e sulla partecipazione al governo)e il sottopolitico (diarie, scontrini e faide interne) e scatopolitico (tutti ladrignente) finalmente il Lider Maximo ci mostra la vera natura del suo Progetto. Come una sorta di Marie Le Pen al pesto e fagiolini, si prepara a una lotta fra un futuro centrodestra anti-europeo e uno nuovo centrosinistra europeista: da immaginare come centrodestra sempre più destra e centrosinistra sempre più centro.

Il dramma, perché ogni nemesi ha bisogno di un dramma, è che i parlamentari pentastellati non sono stati informati di questo progetto. Poveri senatori grillini, quando hanno proposto la mozione per l’abolizione del reato di clandestinità, mica lo sapevano che rappresentavano il superamento della destra berlusconiana. Se ha del drammatico il risveglio del popolo M5S, tragiche sono le parole che strappano il velo:

Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra.

Detto ironicamente: insomma, cari compagni, ci siamo sbagliati. Scusate? No, vaffanculo. Il M5S rappresenta la pancia del Paese, non ha un progetto politico, ma raccoglie i punti del programma del Bar dello Sport, con particolare attenzione a “Siete tutti ladri” e “I negri ci rubano il lavoro”. Altro che Rodotà e Zagrebelsky.

Detto seriamente: le quattro righe estrapolate sono un filosema ferrariano, sono l’apoteosi del conservatorismo. Macchè progresso, il politico deve rappresentare il popolo, anche se è brutto, sporco e cattivo. Solo quegli illusi di sinistra pensano di cambiare il mondo: e lo fanno perché si sentono superiori al volgo. Ragionando così si vincono le elezioni: è l’unico punto politico, se così si può dire,su cui il Cavaliere sia stato sempre coerente.

Ma il Movimento, per sua natura rivoluzionario (sic) insorge sulla rete. Grillo è costretto a spiegarsi meglio:

Qualche precisazione sul metodo di relazione tra eletti, iscritti e elettori del M5S per la formulazione di nuove leggi.

1. L’eletto portavoce ha come compito l’attuazione del Programma del M5S

2. In caso di nuove leggi di rilevanza sociale non previste dal Programma, come può essere l’abolizione del reato di clandestinità, queste devono essere prima discusse in assemblea dai proponenti e quindi proposte all’approvazione del M5S attraverso il blog

3. In caso di approvazione, i nuovi punti saranno inseriti nel Programma che sarà sottoposto agli elettori nella successiva consultazione elettorale

Peso el tacon del sbrego, direbbe la mia signora. Facciamo a capirci: i parlamentari a 5 stelle possono votare solo ciò che è inserito nel loro Programma. Se una proposta non c’è, non possono votarla (né avanzarne alcuna), ma solo presentarla all’Assemblea che attraverso il blog deciderà se sarà nel programma del M5S per la seguente legislatura. Un programma monolitico e impermeabile al mondo: per 5 anni. Se non ci fosse da piangere, sarebbe da  sdraiarsi per terra con la pancia in mano. Voglio sorvolare sull’evidente anticostutuzionalià di un simile atteggiamento (il parlamentare non ha vincolo di mandato), ma non posso evitare di affrontare un problema serio che si presenterà a Grillo alla prossima tornata elettorale. Chi sarà disposto a candidarsi per esercitare un ruolo che potrebbe svolgere anche un bambino di terza elementare che abbia anche soltanto un’approssimativa familiarità con il gioco “Trova le differenze”?

(pubblicato su pdsavona.it 10 Ottobre 2013)

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