Dreamin’ abaut Pallacorda

Sabato prossimo si svolgerà l’Assemblea dei delegati del Partito Democratico ai cui si presenteranno dimissionari il Segretario Bersani e la Presidente Bindi. Nonostante tutti i miei sforzi, non sono riuscito a reperire l’ordine del giorno; ieri sera ho scoperto che rimane un mistero anche per alcuni delegati che ho avuto occasione di interpellare. Domani ci sarà una riunione del coordinamento, allargata ai segretari regionali, nella quale si dovrebbero sciogliere le incognite e stabilire gli argomenti che saranno votati sabato: la strada per il Congresso.

Non mancano, comunque, gli ostacoli. Voci di corridoio (qui) sussurrano di un numero legale difficile da raggiungere, giacchè pare che molti non andranno a Roma per protesta: un quorum non necessario per eleggere un nuovo Segretario, anche se auspicabile, indispensabile per modificare lo Statuto, soprattutto per quanto riguarda la separazione delle figure di Segretario e candidato premier. Ulteriore elemento di contrasto parrebbe essere, più del nome, ma, non nascondiamoci, legatissimo anche a questo, lo status del nuovo segretario: un reggente fino al Congresso escluso dall’elezione assembleare, o un candidato a tutti gli effetti che partirebbe da una posizione di vantaggio: la segreteria stessa.

Per quanto mi riguarda, auspicherei che si scegliesse di indire il Congresso prima possibile, ma, lo dico chiaramente, è una speranza che so già verrà delusa: si parla infatti di fine Settembre o inizio Ottobre. Credo che alla Segreteria dovrebbe andare una persona autorevole, ma con un ruolo di traghettatore fino all’elezione congressuale. E fin qui ciò che ritengo meno importante. Quello che mi sta veramente a cuore è che l’Assemblea deliberi l’apertura di uno spazio di discussione, specificandone le modalità, che coinvolga tutta la base, dai circoli alla rete; rovesciare il guanto, sviscerare tutte le criticità fino ad arrivare ad un elenco di dieci temi da portare al Congresso e su quelli dibattere e decidere. Più sarà aperto questo dibattito, che a conti fatti si potrebbe aprire fra quattro giorni e durare quattro mesi, più il Partito Democratico avrà la possibilità di trovare la strada e, fatto non secondario, mettere dei paletti precisi all’azione di governo sulla base dell’identità stessa che il Partito, con la sua nuova Dirigenza, con i suoi militanti, i suoi tesserati e i sui elettori, vorrà darsi.

(pubblicato su pdsavona.it 7 Maggio 2013)

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