Il sindaco più social d’Italia comunica con Periscope

Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia, nel bolognese, è il primo, fra i primi cittadini d’ Italia, a utilizzare Periscope, la app di Twitter che permette di realizzare dirette streaming utilizzando un semplice smartphone, per cercare di ridurre la distanza fra amministrazione e cittadino. Incuriositi da questa scelta, l’abbiamo contattato e gli abbiamo posto alcune domande.

Sindaco, perché ha deciso di utilizzare proprio Periscope?ruscigno

Perché permette di andare oltre il classico video da pubblicare sui social, attraverso un’esperienza interattiva. In pratica questo mi permette di portare con me i cittadini, che possono vedere in tempo reale con gli occhi del Sindaco, entrando anche in quei luoghi come i cantieri in corso a cui per ovvi motivi non potrebbero accedere in altri modi. E tutto questo appunto con la possibilità di fare domande in diretta.

Quali sono state le reazioni dei suoi concittadini?

Nonostante sia un social relativamente ancora poco diffuso, le prime dirette hanno avuto alcune decine di spettatori. E i follower aumentano ogni giorno. Credo che influisca molto la curiosità di vedere, probabilmente anche controllare, l’operato e i risultati dell’amministrazione in un modo da un certo punto di vista ancor meno mediato di quello offerto dagli altri social.

Crede che le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero utilizzare i social in modo più disinvolto e aperto per avvicinare la popolazione anche attraverso una forma meno istituzionale?

Sì, credo che non si possa fare a meno di essere dove sono le persone. Che si tratti della piazza del mercato o di questi mezzi innovativi, che peraltro danno un po’ di vantaggi dal punto di vista del minor tempo necessario per interagire senza filtri.  Questo soprattutto per ricevere segnalazioni e rispondere a problemi concreti. Ma anche per fornire, in un mare traboccante di informazioni spesso confusionarie e provenienti da fonti tra le quali le persone faticano a fare distinzioni, una voce ed un punto di riferimento ufficiale ed istituzionale. Piú in generale agevolare la possibilità per le persone di rapportarsi con la sfera “politica” spesso percepita come distante e irraggiungibile è sempre positivo: l’invito in campagna elettorale a scrivere al candidato Sindaco tramite Whatsapp ebbe un risultato sorprendente.

Oltre alla sua recente iniziativa legata a Periscope, in che modo il suo comune utilizza i social network e con che risultati?

Online è possibile trovarci praticamente ovunque. Utilizziamo il sito del comune, la mailing list, le pagine fb, il mio blog e profilo twitter e anche whatsapp, su cui abbiamo lanciato un innovativo servizio di broadcast di informazioni che ha avuto un successo incredibile tra la cittadinanza. Nell’emergenza neve dello scorso anno tutto questo è stato fondamentale per veicolare informazioni e mantenere un contatto, ad esempio, con persone rimaste isolate. Anche in contesti più ordinari comunque è molto apprezzata la possibilità di raggiungere facilmente gli uffici e gli amministratori in modo più veloce ed informale: ogni strumento che viene introdotto, allargando il ventaglio delle possibilità viene colto e sfruttato (ultimamente ho ricevuto anche note vocali tramite Facebook!) e questo dimostra che stiamo andando incontro alle esigenze delle persone.

Quali argomenti utilizzerebbe per convincere un suo collega più tradizionalista sulla bontà e sui vantaggi che un approccio social può portare alle pubbliche amministrazioni?

Un’amministrazione che conosce le esigenze delle persone, una cittadinanza più informata, e meno barriere tra amministratori e amministrati migliorano la qualità della comunità e la capacità di dare risposte concrete. Non bisogna fare l’errore di pensare che questo possa sostituire in toto le modalità tradizionali di confronto, anzi innovare e aprirsi anche dal lato tradizionale è fondamentale: un esempio per tutti è quello di quando decisi di immergermi nel tour delle assemblee di condominio del mio comune. Ma non bisogna cadere neppure nello sbaglio speculare di considerare il mondo dei social e di internet un extra tutto sommato ludico, da fare solo se rimane tempo, magari saltuariamente o con improvvisazione e senza formazione. È ovvio che questo richiede tempo, tanta capacità di ascolto e molta pazienza, anche perchè a volte online è più facile per alcuni lasciarsi prendere la mano e dimenticare le più elementari norme di educazione e rispetto. Ma in ogni caso ascolto e pazienza non sono poi tanto diverse dalle doti principali richieste ad un sindaco tutti i giorni nel mondo “reale”.

Pubblicato su twittadiniditwitter.it 14 Settembre 2015

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